sabato, Settembre 5, 2026
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WhatsApp prepara il “cartello rosso” contro le truffe: l’avviso che può comparire prima del clic

Un messaggio arriva da un numero sconosciuto. Promette un lavoro ben pagato, segnala un pacco bloccato, chiede di versare denaro con urgenza oppure invita ad aprire un link per “mettere al sicuro” il conto. Sono schemi ormai familiari, ma continuano a funzionare perché fanno leva su fretta, paura e curiosità. WhatsApp sta cercando di intervenire proprio in questo momento delicato, prima che l’utente decida se fidarsi.

La novità più interessante si chiama Scam Alert ed è stata sperimentata inizialmente nella versione beta dell’app per Android. Il sistema utilizza un modello di machine learning capace di analizzare sul dispositivo alcuni messaggi provenienti da contatti non presenti in rubrica. Se individua segnali compatibili con una possibile frode, può mostrare un avviso che invita a trattare la conversazione con cautela. L’elemento più particolare è che l’analisi avviene direttamente sullo smartphone: il testo non deve essere inviato ai server di Meta per essere controllato, mantenendo il meccanismo compatibile con la crittografia end-to-end.

Non si tratta di un problema marginale. Le frodi digitali hanno un impatto economico enorme. La Federal Trade Commission statunitense ha registrato nel 2025 circa 16 miliardi di dollari di perdite segnalate per frodi, il 25% in più rispetto all’anno precedente. Le truffe basate sull’impersonificazione, nelle quali qualcuno finge di essere una banca, un ente pubblico, un’azienda o un’altra persona, hanno generato da sole 3,5 miliardi di dollari di perdite dichiarate. Quasi un terzo delle segnalazioni di frode riguardava proprio questa categoria.

La messaggistica è uno dei punti di contatto utilizzati dai criminali, spesso insieme a social network, SMS, piattaforme di pagamento e servizi legati alle criptovalute. Meta ha comunicato di aver rimosso, nei primi sei mesi del 2025, oltre 6,8 milioni di account WhatsApp collegati a centri criminali specializzati in truffe. È in questo scenario che un semplice avviso dentro una chat può diventare prezioso: non decide al posto dell’utente, ma introduce un momento di verifica quando la frode prova a spingere verso una reazione impulsiva.

Come funziona Scam Alert e cosa controlla

Scam Alert cerca segnali compatibili con i messaggi fraudolenti ricevuti da numeri sconosciuti. Il modello di machine learning può riconoscere schemi ricorrenti, come richieste anomale di denaro, pressioni per compiere rapidamente un’azione o altri elementi frequentemente associati ai tentativi di raggiro.

Quando il sistema rileva un possibile rischio, mostra un avvertimento al destinatario. Il mittente non viene informato. A quel punto l’utente conserva il controllo: può interrompere la conversazione, bloccare o segnalare il numero oppure considerare il contatto attendibile e proseguire.

Il punto fondamentale è che si tratta di una valutazione probabilistica. Un messaggio legittimo potrebbe essere segnalato per errore e una truffa particolarmente sofisticata potrebbe sfuggire al controllo. L’avviso va quindi interpretato come un ulteriore livello di protezione, non come una certificazione automatica di sicurezza.

Perché l’analisi sul telefono è importante per la privacy

L’elaborazione direttamente sul dispositivo permette di cercare schemi sospetti senza inviare il contenuto della conversazione ai server di Meta. È una caratteristica particolarmente rilevante per un servizio che utilizza la crittografia end-to-end per i messaggi e le chiamate personali.

La protezione si inserisce in una strategia più ampia. WhatsApp ha già introdotto, per esempio, avvisi relativi ai tentativi sospetti di collegare nuovi dispositivi a un account. Un criminale può infatti convincere la vittima a fornire un codice oppure a scansionare un QR code, ottenendo così l’accesso alla sua utenza.

L’obiettivo è quindi intercettare fasi differenti dell’attacco: dal tentativo di sottrarre un account al messaggio costruito per convincere qualcuno a pagare o condividere informazioni riservate.

Anche immagini e video creati con l’AI avranno un segnale

La sicurezza passa anche dalla capacità di capire che cosa si sta guardando. Nei Canali WhatsApp è iniziata la distribuzione di un’etichetta che permette agli amministratori di indicare quando un’immagine, un video o un altro contenuto multimediale è stato creato o modificato utilizzando strumenti di intelligenza artificiale.

La funzione è distinta da Scam Alert, ma risponde a un’esigenza simile: aumentare il contesto disponibile prima che una persona giudichi credibile un contenuto. Un’immagine realistica potrebbe infatti essere utilizzata per sostenere una notizia falsa, rappresentare una situazione mai avvenuta oppure rendere più convincente una comunicazione manipolatoria.

L’etichetta riguarda inizialmente i Canali WhatsApp e può essere aggiunta dagli amministratori ai contenuti interessati. Non significa, naturalmente, che ogni immagine realizzata con AI sia falsa o pericolosa. La finalità è rendere più trasparente il modo in cui quel media è stato prodotto o modificato.

Quali segnali devono insospettire anche con i nuovi controlli

Nessun filtro elimina la necessità di verificare un messaggio sospetto. Le truffe più efficaci sfruttano soprattutto la pressione psicologica: “devi pagare subito”, “il tuo account sarà bloccato”, “hai poche ore per rispondere” oppure richieste improvvise legate a investimenti, lavoro o problemi con il proprio conto.

I dati FTC mostrano quanto queste tecniche possano essere efficaci. Nel 2024, le sole truffe iniziate attraverso messaggi di testo avevano già provocato 470 milioni di dollari di perdite segnalate, cinque volte il valore registrato nel 2020. Tra gli schemi ricorrenti figuravano falsi problemi nelle consegne, offerte di lavoro inesistenti e avvisi bancari fraudolenti.

Bisogna inoltre diffidare delle richieste di codici di verifica, password, PIN o informazioni bancarie e prestare attenzione ai QR code ricevuti fuori contesto.

La regola più efficace resta semplice: quando un messaggio crea urgenza e chiede denaro, credenziali o un’azione insolita, conviene interrompere la procedura e verificare il mittente attraverso un canale indipendente. L’intelligenza artificiale può aggiungere un avviso nel momento giusto, ma l’ultima barriera contro una truffa resta la capacità dell’utente di fermarsi prima del clic.

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