lunedì, Ottobre 12, 2026
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Vogue World conquista Milano: J.Lo in passerella, i calciatori dell’Inter e il robot che anticipa Alicia Keys

Per una sera la Galleria Vittorio Emanuele II ha smesso di essere soltanto il celebre “salotto” di Milano ed è diventata una gigantesca passerella capace di mescolare alta moda, musica, danza, calcio e tecnologia. Vogue World 2026, andato in scena il 22 settembre in apertura della Milano Fashion Week, ha riunito nello stesso spazio alcuni dei nomi più riconoscibili dello spettacolo e della moda internazionale, regalando anche parecchi momenti inattesi.

La quinta edizione dell’evento itinerante, nato a New York nel 2022 e successivamente approdato a Londra, Parigi e Los Angeles, ha scelto Milano per raccontare il rapporto tra il saper fare italiano e le trasformazioni tecnologiche. La cornice non poteva essere più simbolica: la Galleria Vittorio Emanuele II, completata nel XIX secolo e situata tra Piazza del Duomo e Piazza della Scala, è da oltre un secolo uno dei luoghi in cui commercio, architettura e vita culturale della città si incontrano.

Lo spettacolo ha coinvolto oltre 500 invitati, distribuiti lungo i quattro bracci della Galleria, e una prima fila difficilmente replicabile. Miuccia Prada e Raf Simons si sono ritrovati a pochi posti di distanza da Donatella Versace, Alessandro Michele, Pierpaolo Piccioli, Domenico Dolce, Stefano Gabbana, Demna e Maria Grazia Chiuri. Più che la platea di una singola sfilata, sembrava una fotografia collettiva dell’industria della moda italiana contemporanea.

Ma sono state soprattutto le curiosità a rendere particolare la serata. Jennifer Lopez è passata dalla prima fila alla passerella, Roberto Bolle ha portato la danza classica sotto la cupola della Galleria, alcuni calciatori dell’Inter hanno sfilato con le maglie da gara e un piccolo robot è comparso prima dell’ingresso di un pianoforte a coda al quale si è seduta Alicia Keys.

Lo show aveva inoltre uno scopo concreto. L’edizione milanese ha raccolto almeno 2 milioni di euro destinati alla riqualificazione e all’ampliamento della Biblioteca di Quarto Oggiaro, con l’obiettivo di trasformarla in un polo culturale dedicato anche alla moda, alla musica, all’arte e all’innovazione sociale.

Jennifer Lopez sorprende tutti e passa dalla prima fila alla passerella

Uno dei momenti più fotografati ha avuto come protagonista Jennifer Lopez, arrivata in Galleria con un abito nero e gioielli Dolce&Gabbana. La cantante e attrice non si è limitata però al ruolo di ospite: durante la serata si è alzata dalla prima fila per compiere un passaggio speciale sulla passerella.

Tra gli altri volti internazionali presenti figuravano Naomi Campbell, Pamela Anderson, Dakota Johnson, Naomi Watts, Jason Momoa e Alicia Keys. Monica Bellucci ha invece assistito allo show mentre la figlia Deva Cassel sfilava in passerella.

Il red carpet ha riunito circa un centinaio di look documentati, trasformando di fatto l’arrivo degli invitati in uno spettacolo precedente allo spettacolo vero e proprio.

Gigi Hadid apre lo show, poi arrivano Rinascimento, denim e robot

Ad aprire la passerella è stata Gigi Hadid, dando il via a un racconto suddiviso in cinque atti e costruito attorno all’evoluzione della creatività italiana.

La narrazione è partita dalla tradizione artigianale del Rinascimento, con broccati, pizzi e lavorazioni elaborate, per passare alla rivoluzione industriale e alla produzione moderna. Una delle sequenze ha utilizzato il denim come simbolo della trasformazione manifatturiera.

Il percorso è quindi arrivato all’epoca dell’intelligenza artificiale e dei nuovi materiali. Proprio qui si è verificata una delle immagini più insolite della serata: un piccolo robot ha attraversato la scena nel buio, seguito dall’arrivo di un pianoforte a coda nero.

A quel punto si è seduta alla tastiera Alicia Keys, accompagnata anche dalle giovani voci dell’Accademia del Teatro alla Scala. Il contrasto tra macchina, strumento tradizionale e voce umana sintetizzava il tema centrale dell’intero evento: quale spazio conserverà il lavoro delle persone in un’epoca sempre più tecnologica?

Roberto Bolle porta la Scala nel cuore della Galleria

La moda ha condiviso la scena anche con la danza. Roberto Bolle si è esibito sulle note del Brindisi della Traviata, all’interno di una produzione che ha coinvolto artisticamente il Teatro alla Scala e la sua Accademia.

L’apparizione dell’étoile aveva un significato preciso. Il corpo umano, con movimenti costruiti attraverso anni di tecnica e allenamento, diventava la risposta più immediata al confronto tra artigianalità e automazione raccontato durante la serata.

Milano veniva così rappresentata attraverso più elementi della propria identità: moda, teatro, musica, design e innovazione riuniti nello stesso spazio.

L’Inter sfila con le maglie da gara alla Fashion Week

Tra le sorprese più curiose c’è stata anche la presenza dell’Inter direttamente in passerella. Hakan Çalhanoğlu, Benjamin Pavard e Angelica Montaperto hanno partecipato allo show indossando le maglie gara della stagione.

Ad assistere all’evento erano presenti anche il presidente e CEO nerazzurro Giuseppe Marotta e Katherine Ralph, membro del consiglio di amministrazione del club in rappresentanza di Oaktree.

L’incontro tra calcio e moda può sembrare insolito, ma a Milano i due settori dialogano ormai da tempo. Le divise sportive sono diventate prodotti lifestyle e numerose squadre collaborano con marchi di moda e designer. In questo caso, però, la maglia dell’Inter è entrata direttamente in uno degli eventi centrali della Fashion Week.

Il finale tutto bianco e una prima fila quasi irripetibile

L’ultima parte dello spettacolo ha cambiato nuovamente atmosfera. Alcune delle maison più importanti legate alla moda italiana hanno realizzato speciali “Memory Dresses”, abiti prevalentemente bianchi, avorio o dalle sfumature iridescenti pensati per il finale.

Il bianco è diventato così una sorta di pagina aperta sulla quale differenti case di moda hanno potuto interpretare il futuro partendo dalla propria storia.

A osservare la scena c’era una prima fila che riuniva generazioni e scuole stilistiche differenti. Vedere nello stesso luogo Miuccia Prada, Donatella Versace, Alessandro Michele, Pierpaolo Piccioli, Dolce e Gabbana, Demna e numerosi altri protagonisti del settore è stato probabilmente uno degli aspetti meno replicabili dell’intera serata.

Ed è proprio questa contaminazione a spiegare perché Vogue World Milano sia andato oltre la tradizionale sfilata: in poche decine di minuti la Galleria ha ospitato supermodelle, cantanti, ballerini, calciatori, robot e alcuni dei designer che hanno contribuito a costruire l’immagine internazionale della moda italiana.

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