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Stiamo col Premier, ma la spesa militare non è una priorità. La mia intervista per Avvenire

Giuseppe Brescia, deputato M5s e presidente della commissione Affari costituzionali della Camera: la posizione italiana sulla guerra sta dividendo i gruppi M5s, rischiate nuove scissioni?
Il M5s sta votando compatto ogni provvedimento proposto dal governo sul conflitto in Ucraina. Non si può confondere qualche isolata posizione personale con divisioni e spaccature che semplicemente non esistono.

Tuttavia le parole di Conte appaiono più caute rispetto a quelle di Draghi e di un altro esponente M5s di spicco, il ministro degli Esteri Di Maio: è segno delle difficoltà dei gruppi a reggere le indicazioni di Palazzo Chigi e Farnesina? Dall’alto della sua esperienza da ex presidente del Consiglio, Conte rappresenta una voce autorevole che Draghi e Di Maio tengono in debita considerazione. Penso che sulle questioni sostanziali si siano trovati abbastanza in accordo.

Intanto gli ex pentastellati, parlamentari e non, sembrano aver ripreso tra le mani le posizioni storiche grilline su pace e disarmo: il Movimento è diventato altro?
È evidente che il M5s si sia evoluto in virtù dell’esperienza di governo che sta vivendo. Alcune posizioni di 10 o 15 anni fa sono anacronistiche. Ci troviamo in un contesto completamente mutato, dopo una pandemia e con una guerra alle porte d’Europa.

Ad oggi, approvereste in Parlamento un ulteriore invio di armi?
Il popolo ucraino ha deciso di reagire ad un’aggressione sconsiderata ed ingiustificata. Come possiamo girarci dall’altra parte e non permettere a quelle persone di difendere loro stessi, le città, la loro stessa dignità? La guerra è la negazione dell’umanità, nessuno vorrebbe occuparsene, ma è nostro dovere farlo. Sono scelte difficili e dolorose. Ma in questo caso necessarie.

La prospettiva di portare la spesa della difesa al 2% del Pil vi trova d’accordo?
In tutti questi anni abbiamo avuto modo di dimostrare quanto il nostro contributo vada ben al di là delle mere risorse impiegate. Penso ai nostri militari specialisti del peace-keeping, settore nel quale eccelliamo. Quindi, non credo che il raggiungimento di quel parametro oggi rappresenti una priorità. Soprattutto con la crisi energetica e il caro bollette che stiamo affrontando. Le risorse devono essere impiegate su questo. Ora.

In M5s ci sono correnti ‘filo-putiniane’ o sono singole posizioni? Per queste persone arriverete all’espulsione?
Nessuna corrente, solo singole posizioni. La disciplina di partito è un valore importante, da difendere.

Anche la maggioranza ‘larga’ di governo scricchiola su una linea comune: si assottiglieranno i numeri per Draghi nelle prossime settimane?
Abbiamo appena votato una mozione proprio sulla guerra in Ucraina ed è passata all’unanimità. Non vedo tutti questi problemi di tenuta del governo. Si vota quasi una fiducia a settimana e mi pare passino tutte tranquillamente.

Diversi partiti chiedono chiarimenti a Conte sulla vicenda della missione Covid in Italia dei russi. M5s partecipa a questa richiesta di trasparenza su quanto è accaduto?
È una vicenda chiara e trasparente, sulla quale Conte si è già espresso. In un momento di estrema difficoltà c’è stata disponibilità di Putin di mandare sanitari scortati da militari, punto. Un caso montato sul nulla.

 

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