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Riforme, ora impegno comune per aggiornare la Costituzione

da Il Foglio 

La rielezione del presidente Mattarella ha assicurato alle istituzioni la necessaria stabilità nell’interesse del Paese, ma il Parlamento e le forze politiche devono ora concretamente ricambiare il suo atto di generosità anche rafforzando il proprio impegno sul versante delle riforme istituzionali.

In questa legislatura le commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato sono state protagoniste di un cambiamento significativo della Carta, confermato in alcuni passaggi a larga maggioranza dal voto in aula.

Alla riduzione del numero dei parlamentari e al voto dei diciottenni al Senato si aggiungeranno presto altre riforme storiche, vicine al traguardo. Per la prima volta dal 1948 stiamo per aggiornare i principi fondamentali della Costituzione, inserendovi la tutela dell’ambiente. Per la prima volta nella storia della Repubblica sta per essere approvata una proposta di legge costituzionale di iniziativa esclusivamente popolare, volta a riconoscere la peculiarità delle isole.

Altre proposte di riforma costituzionale sono da tempo sul tavolo della discussione e meritano un approfondimento con un confronto aperto e il più possibile condiviso. Tante sono le questioni aperte tra cui, ad esempio, sfiducia costruttiva, competenze del Parlamento in seduta comune, limitazione della decretazione d’urgenza, nuova base elettorale del Senato, riforma del Titolo V, referendum.

Contemporaneamente sta procedendo in maniera fattiva la necessaria revisione dei regolamenti parlamentari.

A circa un anno dalla fine della legislatura, il fattore tempo diventa sempre più decisivo così come appare fondamentale un efficace coordinamento tra i due rami del Parlamento, anche attraverso sessioni parlamentari sulle riforme costituzionali dove si discutano provvedimenti puntali, ma con una visione organica.

Per queste ragioni, sentiamo il dovere di promuovere nelle prossime settimane un incontro tra i capigruppo delle commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, di maggioranza e opposizione. Nelle commissioni, a volte lontano dai riflettori, crescono fiducia, dialogo e buona volontà. Dobbiamo alimentarle, con maturità e disponibilità, per costruire un percorso di cambiamento possibile, senza strappi e senza libri dei sogni.

Come ha ricordato il presidente Mattarella nel suo ultimo discorso di fine anno, “è la Costituzione il fondamento, saldo e vigoroso, dell’unità nazionale”. Attorno al desiderio di aggiornarla insieme il Parlamento dovrà dimostrare di essere vivo almeno quanto i partiti che dovranno far prevalere un contributo costruttivo “su altre considerazioni e su prospettive personali differenti”.

Trasformare quest’anno in un lungo riscaldamento a bordo campo prima della campagna elettorale non servirà né al Paese né alle forze politiche perché aumenterà soltanto il distacco dei cittadini dalle istituzioni prima e dalle urne poi.

Domani il Parlamento applaudirà unito al discorso del presidente Mattarella, ma solo con un impegno costituzionale riformatore, altrettanto vigoroso, sarà capace di saldare per davvero un debito di riconoscenza ancora aperto e affermare la sua centralità.

Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera

Dario Parrini, presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato