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Prima conferenza dei Presidenti di Commissione, dal presidente Fico segnale di cambiamento

Il lavoro delle commissioni è una parte essenziale e preziosa del buon funzionamento del Parlamento: sono il cuore dell’attività parlamentare. Molti cittadini identificano la Camera con l’Aula di Montecitorio, ma noi parlamentari non lavoriamo solo lì.

Alcuni numeri: nella scorsa legislatura sono state circa 20mila le sedute delle commissioni permanenti per un totale di poco più di 9700 ore.  In Aula sono state invece circa 895 le sedute d’Assemblea per un totale di poco più di 4500 ore.

Per questo ho molto apprezzato l’iniziativa del presidente Fico di riattivare in maniera sistematica, con riunioni periodiche e regolari, la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni.

È un segnale di cambiamento concreto che lancia spunti di riflessione operosa per una Camera che lavori bene e sia davvero la casa della democrazia.

Ho in particolare condiviso i seguenti punti:

  • Più tempo ai lavori delle Commissioni

Credo che si possano ricavare ore aggiuntive rispetto ai lavori dell’Aula per poter esaminare e scrivere meglio le proposte di legge. Spero personalmente che possa essere più frequente il ricorso alla sede redigente. Si può evitare il lavoro in fotocopia tra aula e commissione, lasciando all’assemblea solo il voto finale e valorizzando al massimo il ruolo della commissione. Anche quello è uno spreco che si può ridurre per arrivare a decisioni veloci ed efficaci.

 

  • Attenzione alle petizioni inviate dai cittadini e alle proposte di legge di iniziativa popolare

Valorizzare davvero la partecipazione dei cittadini è nel nostro DNA. Per questo, come suggerito dal Presidente Fico, daremo attenzione alle petizioni e alle proposte di legge di iniziativa popolare. La vostra voce va ascoltata e non lasciata chiusa in qualche cassetto di Montecitorio.

  • Trasparenza su documenti ed emendamenti e abolizione della carta

Tutti i documenti depositati dalle diverse realtà audite in Commissione e gli emendamenti potranno essere accessibili online. In questi anni molto è stato fatto per ridurre l’uso della carta (era davvero troppa): il digitale ci aiuta e ci salva. Per questo spero che la presentazione degli emendamenti potrà essere fatta esclusivamente in via digitale. Sarebbe una svolta convinta verso l’innovazione che eviterebbe anche un inutile lavoro ad oggi davvero inspiegabile.

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