mercoledì, Giugno 19, 2024
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Paola Cortellesi debutta alla regia con il Film “C’è ancora domani” e solleva il problema delle disparità di genere

La 18ª edizione della Festa del Cinema di Roma ha preso il via con una sorpresa emozionante per il pubblico: il film d’apertura è stato “C’è ancora domani,” il primo lungometraggio diretto da Paola Cortellesi.

L’attrice, celebre per le sue performance comiche e drammatiche, ha fatto un notevole passo avanti nella sua carriera partecipando attivamente al processo creativo come autrice del soggetto e della sceneggiatura. Ma il film non è solo un evento cinematografico; è anche un veicolo per sollevare importanti questioni sulle disparità di genere e il ruolo delle donne nella società.

“C’è ancora domani” è ambientato nella seconda metà degli anni ’40, in una Roma segnata dalla fine della guerra e dalla liberazione. Paola Cortellesi interpreta Delia, una donna che ha trascorso gran parte della sua vita nei ruoli di moglie e madre, una realtà che molte donne dell’epoca condividevano.

Le parole di Paola Cortellesi

La trama prende una svolta quando Delia riceve una lettera misteriosa che la spinge a sfidare le aspettative sociali e a immaginare un futuro diverso per sé stessa. Il film affronta il tema dei ruoli di genere, delle aspettative sociali e delle sfide che le donne affrontavano in un’epoca in cui erano spesso considerate “nullità.”

Paola Cortellesi non è sola in questa avventura cinematografica. La conferenza stampa di presentazione del film ha visto la partecipazione dei co-sceneggiatori Furio Andreotti e Giulia Calenda, oltre al resto del cast, tra cui Valerio Mastandrea, Romana Maggiora Vergano, Emanuela Fanelli, Giorgio Colangeli, Vinicio Marchioni e Francesco Centorame.

Questi attori hanno approfondito il tema centrale del film: le differenze di trattamento tra uomini e donne nella società, i cambiamenti nel corso dei decenni e le sfide che le donne affrontano ancora oggi nella ricerca della parità.

L’ispirazione di Paola Cortellesi

Paola Cortellesi ha spiegato l’ispirazione dietro “C’è ancora domani,” affermando di voler dare voce a quelle donne che spesso sono dimenticate, come le nonne e le bisnonne che hanno contribuito in modo significativo alla costruzione della società, crescendo figli e sostenendo mariti durante tempi difficili. Queste donne, nonostante le loro straordinarie storie, sono troppo spesso considerate invisibili.

Le disparità di genere nell’industria cinematografica

Un tema che è emerso durante la conferenza stampa è stato il problema delle disparità di genere nell’industria cinematografica stessa. Paola Cortellesi ha condiviso una dolorosa esperienza personale in cui le fu detto che il suo contratto e la sua paga erano buoni “per essere una donna.”

Il futuro di Paola Cortellesi come regista

Paola Cortellesi ha dichiarato con determinazione che “C’è ancora domani” è solo l’inizio della sua carriera da regista. Ha trovato nell’esperienza una crescita personale e una visione più ampia dell’arte cinematografica. Questo passo avanti nel suo percorso professionale è un segnale positivo per il futuro del cinema italiano e l’apertura a una maggiore rappresentazione femminile dietro e davanti alla macchina da presa.

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