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Il problema non è il proporzionale ma il non decidere!

Il 2020 è stato anche l’anno di una riforma storica, la riduzione del numero dei parlamentari, possibile solo grazie alla nostra determinazione in Parlamento e alla forte volontà dei cittadini nelle urne.
I nuovi collegi di cui molti parlano sono solo un’operazione tecnica di adeguamento e ora tocca alla politica disegnare una nuova legge elettorale capace di garantire la rappresentanza ed evitare la frammentazione.
Il 9 gennaio di un anno fa, d’intesa con le forze di maggioranza e sentiti i gruppi di opposizione, presentavo una proposta di legge elettorale molto semplice: via i collegi uninominali e la quota maggioritaria per un impianto proporzionale con soglia al 5%. Anche per Italia Viva la mia iniziativa era un “fatto positivo” per far partire la discussione.
Tra veti in maggioranza e ostruzionismo dell’opposizione questo Parlamento ha perso un anno sul cantiere delle riforme. La pandemia ha sconvolto certamente l’agenda politica, ma non ha cambiato (e non per colpa nostra!) il teatrino e i riti della politica.
Spero che il confronto in maggioranza in questi giorni serva a sciogliere TUTTI i nodi. Dobbiamo correre e lavorare seriamente.
La palude non è il proporzionale, ma l’atteggiamento delle forze politiche, il voler litigare a volte anche pretestuosamente per non decidere.