Aprire lo smartphone, scegliere una musicassetta virtuale, inserirla in un lettore e richiudere il dispositivo per far partire la musica. Sembra un curioso incontro tra gli anni Ottanta e la tecnologia contemporanea, ma è una delle prime idee nate intorno a iPhone Duo, il primo iPhone pieghevole di Apple.
L’applicazione si chiama Duo-Man ed è stata realizzata dallo sviluppatore indipendente Vidit Bhargava. Il progetto sfrutta una caratteristica molto concreta del nuovo telefono: la presenza di due modalità fisiche di utilizzo. iPhone Duo dispone infatti di uno schermo esterno da 5,4 pollici e di un display interno pieghevole da 7,6 pollici. Una volta aperto, quest’ultimo offre una superficie che Apple dichiara essere circa il 50% più ampia rispetto a quella di iPhone 18 Pro Max.
Bhargava ha trasformato la cerniera in una parte dell’interfaccia. Con Duo-Man si apre il telefono per scegliere il brano e “inserire” graficamente una cassetta; richiudendolo si passa alla riproduzione musicale. Per rendere l’esperienza più credibile, lo sviluppatore ha persino registrato i clic dei pulsanti e il rumore statico di un vero Walkman.
L’esperimento ha attirato rapidamente l’attenzione online: la dimostrazione pubblicata dallo sviluppatore ha superato 1,8 milioni di visualizzazioni e quasi 10.000 like nelle prime fasi della sua diffusione. L’interesse ha convinto Bhargava a trasformare quello che era nato come progetto per un hackathon in un’applicazione vera e propria.
La curiosità, però, va oltre l’effetto nostalgia. Duo-Man mostra concretamente perché uno smartphone pieghevole può essere qualcosa di diverso da un normale telefono dotato semplicemente di uno schermo più grande.
Come funziona il Walkman virtuale di iPhone Duo?
Il funzionamento riproduce intenzionalmente i gesti di un vecchio lettore di cassette. Quando iPhone Duo viene aperto, l’utente può selezionare la musica e visualizzare la rappresentazione della cassetta sul grande display interno. Richiudendo il dispositivo inizia l’ascolto.
Il progetto prevede il supporto ad Apple Music e ai file musicali locali. Lo sviluppatore ha inoltre pensato a un dettaglio particolarmente curioso: sfruttare Apple Pencil per simulare il gesto di riavvolgere manualmente il nastro della musicassetta. Il supporto a Spotify è invece una possibilità presa in considerazione per una fase successiva.
L’applicazione non è quindi un emulatore di cassette analogiche. È un’interfaccia musicale che utilizza forma, cerniera e schermi del dispositivo per riprodurre digitalmente un’esperienza fisica del passato.
Perché il formato pieghevole cambia le applicazioni?
La vera novità è che apertura e chiusura possono diventare comandi. Un telefono pieghevole offre agli sviluppatori stati fisici differenti sui quali costruire l’interfaccia.
Apple ha progettato i due display di iPhone Duo con lo stesso rapporto d’aspetto, in modo che i contenuti possano adattarsi passando dallo schermo esterno a quello interno. Il pannello principale raggiunge 7,6 pollici, mentre quello esterno misura 5,4 pollici e offre, secondo Apple, il 90% della superficie dello schermo di iPhone 18 Pro. Entrambi supportano ProMotion, Always-On e una luminosità di picco all’aperto dichiarata di 3.000 nit.
Duo-Man sfrutta proprio questa continuità trasformandola in una componente dell’esperienza. La cerniera smette così di essere soltanto un elemento meccanico.
iPhone Duo potrebbe avere altre funzioni nascoste?
Nel codice di iOS 27.1 sono stati individuati riferimenti a cinque modalità StandBy che Apple non aveva presentato inizialmente. I nomi emersi sono Home Camera, Home Modular, Flow, Fade e Snoopy.
Home Camera potrebbe consentire di visualizzare fino a nove videocamere domestiche, mentre alcuni riferimenti presenti nel codice suggeriscono elementi animati per Flow. Sono state individuate anche opzioni per personalizzare orologi analogici e digitali e configurazioni capaci di ospitare widget.
Serve comunque una distinzione importante: la presenza di una funzione nel codice non garantisce che venga distribuita agli utenti. Alcune caratteristiche possono essere sperimentali, modificate oppure eliminate prima del rilascio definitivo.
Perché un’app ispirata al Walkman interessa così tanto?
Il successo della dimostrazione si spiega anche con il ritorno dell’estetica tecnologica del passato. Cassette, fotocamere digitali compatte, telefoni a conchiglia e altri oggetti considerati superati sono tornati a circolare come elementi culturali e di design.
Duo-Man aggiunge però qualcosa: non si limita a riprodurre graficamente un vecchio lettore musicale, perché utilizza un gesto fisico reso possibile dalla forma dello smartphone.
È un esempio di design skeuomorfico, cioè di un’interfaccia digitale che richiama oggetti e comportamenti del mondo reale. Nei primi smartphone questo approccio era molto diffuso: calendari simili ad agende, librerie virtuali e pulsanti tridimensionali aiutavano gli utenti a comprendere funzioni ancora poco familiari.
Qui avviene quasi il contrario. Un oggetto analogico conosciuto viene recuperato per mostrare cosa può fare un hardware nuovo.
Il primo iPhone pieghevole apre una sfida agli sviluppatori
La parte più interessante di iPhone Duo potrebbe emergere dalle applicazioni progettate specificamente per la sua forma. Apple ha introdotto il dispositivo con iOS 27 adattato alle diverse configurazioni del display e ha annunciato anche il futuro supporto ad Apple Pencil USB-C.
Duo-Man rappresenta un esempio volutamente giocoso, ma rende immediatamente comprensibile il concetto: un’app può reagire al modo in cui il telefono viene tenuto, aperto o chiuso.
Lo smartphone pieghevole diventa così un oggetto capace di cambiare comportamento insieme alla propria forma. Ed è curioso che una delle dimostrazioni più immediate di questa possibilità arrivi da una tecnologia nata decenni prima degli smartphone: la vecchia musicassetta.
