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Il Governo non è indifferente al caporalato

Ai braccianti che hanno occupato la Basilica di San Nicola di Bari dico che il Governo non è indifferente al dramma del caporalato e che il MoVimento 5 Stelle ascolta le loro istanze.

La lotta per la dignità umana e contro lo sfruttamento non deve dividerci. Ricordo tre iniziative concrete messe in campo dal Ministero del Lavoro:
 23 milioni di euro per finanziare progetti per la promozione del lavoro regolare in agricoltura e la lotta allo sfruttamento e al caporalato;
 13 milioni di euro per percorsi di uscita dallo sfruttamento nelle regioni più esposte al fenomeno tra cui la Puglia;
 un tavolo specifico sul caporalato con l’obiettivo di arrivare a un piano triennale di azioni incisive e coordinate.

Dare un tetto, soprattutto se si abbattono le baraccopoli, è la prima risposta per evitare marginalità, dipendenza dalla criminalità e quindi insicurezza.
Anche alla Camera dei deputati il fenomeno del caporalato è oggetto di attenzione grazie all’indagine conoscitiva promossa dalle commissioni Agricoltura e Lavoro. Proprio lo scorso 3 luglio è stato ascoltato in commissione l’ex assessore regionale all’agricoltura, Leonardo Di Gioia, coordinatore della Commissione Politiche agricole per la Conferenza delle Regioni.

Tutti questi interventi puntano a coinvolgere il più possibile tutte le parti sociali perché solo insieme si può vincere questa sfida.