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Giustizia, non è la nostra riforma ma abbiamo contribuito a migliorarla

Sin dall’inizio del sostegno al governo Draghi, ho detto che il MoVimento 5 Stelle avrebbe dovuto esercitare un ruolo di sentinella all’interno della maggioranza per difendere le conquiste raggiunte in questi anni e mantenere fermi i propri valori.
Alcuni giornali hanno ribattezzato questa mia convinzione “lodo Brescia” e ieri sulla riforma della giustizia abbiamo dimostrato per la prima volta che con la guida di Giuseppe Conte e l’impegno di tutti parlamentari possiamo ottenere grandi risultati per il MoVimento e per il Paese.
Solo stando in maggioranza possiamo farlo.
Con una buona mediazione in una situazione davvero complessa abbiamo fissato dei paletti coerenti con decenni di battaglie dentro e fuori il Parlamento, per una giustizia giusta. Ci sarà un regime speciale per i processi per mafia, terrorismo e violenza sessuale.
Il giudice potrà poi stabilire una proroga di un anno in ragione della complessità del processo. Per i primi tre anni di applicazione della riforma, la durata del processo in appello si estenderà per un altro anno e quella del processo in Cassazione per altri sei mesi.
Non è la nostra riforma. Ma ora, dopo una dura battaglia, possiamo trovare nel testo diversi elementi della nostra identità.
Solo ora possiamo votarla. Non si arretra sulla lotta all’illegalità.