martedì, Maggio 28, 2024
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Ghali: Ramadan alla Mecca ma accusato di ipocrisia. Ecco cos’è successo!

Ghali ha vissuto intensamente giornate di profonda spiritualità durante il suo pellegrinaggio alla Mecca, nelle terre sante dell’Islam, insieme a milioni di fedeli in occasione del Ramadan. Il noto rapper milanese, di discendenza tunisina, ha condiviso un momento significativo della sua esperienza su Instagram, mostrandosi in un primo piano con indosso una tunica bianca senza cintura, simile a una toga romana, con lo sguardo rivolto verso il basso e le mani alzate in segno di preghiera davanti alla Pietra Nera. E’ stata un’occasione unica per Ghali di immergersi nella spiritualità e nella sacralità di uno dei luoghi più importanti per la religione islamica.

L’accusa mossa a Ghali

Qualcuno ha notato il tatuaggio sul braccio destro dell’artista e ha innescato una discussione sulla sua conformità con i dettami della religione islamica. Un follower, in maniera provocatoria, si chiede se Ghali sia a conoscenza del divieto dei tatuaggi nella religione islamica e se sia consapevole che non è permesso effettuare il Ramadan con i tatuaggi. Il commento ha suscitato un acceso dibattito sui social, con molti a difendere la libertà di Ghali nel professare la sua fede.

Tuttavia, c’è chi, andando oltre il tatuaggio, solleva la questione dei diritti delle donne: “Come musulmano, perché non ti impegni anche per i diritti delle donne? Ti dedichi già tanto per i diritti degli ultimi e dei migranti, ma sarebbe importante che tu facessi qualcosa anche per quella metà del mondo che, soprattutto in Arabia Saudita, è trattata peggio degli animali”. Questo riflessione ha aggiunto ulteriori sfumature al dibattito già acceso sulla libertà di Ghali nel professare la sua fede e nel suo ruolo di attivista per i diritti umani.

Nessuna reazione dal cantante

Nessuna risposta è giunta da parte di Ghali, il quale, in un post precedente all’inizio del mese di digiuno, aveva condiviso un pensiero profondo: “Dove la politica traccia confini, gli artisti costruiscono legami. Dove la politica erige barriere, gli artisti costruiscono ponti”. Il post era accompagnato da una toccante lettera in inglese in cui Ghali esprimeva gratitudine per il mese di Ramadan come momento per ringraziare Dio e tutte le persone che hanno dimostrato di essere dalla parte giusta in questo paese, permettendogli di non sentirsi solo.

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