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Disegno di legge Zan, la mia intervista per la Repubblica

Giuseppe Brescia, presidente grillino della commissione Affari costituzionali della Camera, non ritiene affatto al riparo la legge contro l’omofobia, che finalmente è stata messa nel calendario del Senato, e il cui iter comincia la settimana prossima. Il relatore è della Lega. E’ il presidente leghista della commissione Giustizia, Andrea Ostellari. Brescia critica: “Non vorrei che Ostellari facesse prevalere la posizione sua personale e del suo gruppo, la Lega che non vuole il ddl Zan”.

Presidente Brescia, lei ha criticato la lentezza al Senato sulla legge contro l’omofobia, che però ieri è stata calendarizzata. Quale è ora il suo timore?

“Temo che Ostellari voglia far prevalere la posizione sua personale e del suo gruppo, la Lega. Temo che non sia super partes, come il presidente di una commissione parlamentare dovrebbe essere, constatando semplicemente che c’è una maggioranza su questo tema e che va rispettata. La maggioranza sta chiedendo di andare avanti velocemente, senza alcuna modifica al ddl Zan. E così si dovrebbe fare”.

Tuttavia è legittimo che il presidente di una commissione sia anche relatore di un provvedimento?

“Assolutamente sì, è legittimo. Ma fa venire il dubbio che lo stia facendo per affossare la legge, mentre avrebbe potuto designare come relatore un senatore che a quella legge crede. E’ indice del fatto che non sia ben intenzionato sull’iter della legge. Ostellari ha postato sue foto con libri che vanno nel senso opposto rispetto al ddl Zan. Non mi pare sia interessato a quella legge”.

Le contestazioni sul ddl Zan riguardano anche il rischio di limitare la libertà d’espressione. Prima che fosse approvato alla Camera, siete intervenuti su questo punto?

“Questo punto è stato affrontato nella Bicameralina, dove sono stati trovati i punti di caduta tra le diverse posizioni dei gruppi, non solo tra Pd, M5Stelle e Leu, ma anche con Forza Italia. Quindi non c’è bisogno di modifiche e di altre considerazioni. Ma si deve solo procedere all’approvazione”.

E’ urgente avere una legge contro l’omofobia?

“Sì. Sono purtroppo tanti i casi di violenza non solo fisica ma anche psicologica sul tema della sessualità. Lo Stato deve dare un segnale forte su questa questione e la legge Zan è il modo giusto per farlo”.

La forzista Licia Ronzulli ha annunciato la presentazione di una proposta di legge in un solo articolo, che semplicemente inasprisca le pene già previste contro la discriminazione, la violenza e l’odio. Può bastare? Sarebbe più facile trovare un accordo con la destra?

“No, evidentemente non è così, non è la posizione emersa nella Bicameralina, quando si è cercato un accordo tra i gruppi politici. C’è la consapevolezza che bisogna fare molto di più, ovvero avviare un vero e proprio processo di evoluzione culturale contro le discriminazioni di genere”.

Le critiche al ddl Zan sono comunque trasversali. Anche associazioni femministe, Arcilesbica e alcuni intellettuali di sinistra non condividono i termini usati, che – dicono – sono inappropriati e provocano confusione tra maschile e femminile. Lei cosa ne pensa?

“Nella passata legislatura nella commissione intitolata a Jo Cox, abbiamo affrontato intolleranza, xenofobia e hate speech e c’è un dibattito in corso sulla terminologia adeguata e le parole da utilizzare. Però in questa fase è più importante raggiungere l’obiettivo, poi discuteremo di questo nei convegni, nelle scuole”.

Tajani ha annunciato che Forza Italia non voterà la legge contro l’omofobia sostenendo che non è una priorità. FI è divisa?

“Già alla Camera ci sono stati alcuni coraggiosi voti in dissenso dal gruppo. E’ normale che questo accada e spero accadrà anche al Senato. I partiti non sono padroni della coscienza dei singoli parlamentari, soprattutto quando ci sono in gioco i diritti delle persone e i valori come la libertà. La società è più avanti del Parlamento, figuriamoci dell’opposizione a questa proposta”.