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SCUOLA: + INNOVAZIONE – SLOGAN

Dal finto piano di lotta al precariato che nella migliore delle ipotesi vedrebbe l’assunzione di appena 100.000 docenti, a partire dal 2015, spalmate in 3-4 anni, ossia giusto quanto basterebbe a coprire i pensionamenti. All’eliminazione delle supplenze, anzi dei supplenti che, anziché risolvere il problema, lo eliminerebbe materialmente, fino alle inaccettabili parole del Ministro Giannini riguardo gli ulteriori finanziamenti alle scuole private. Questi i vaneggiamenti agostani del Governo Renzi, tra dichiarazioni contrastanti di ministri e sottosegretari che non hanno fatto altro che gettare nella confusione totale il mondo della scuola. Insomma, si è detto di tutto tranne quanto interessa davvero la vita degli studenti che continueranno a frequentare istituti fatiscenti, poco sicuri ed a pagare centinaia di euro per l’acquisto dei libri di testo.

Ed è proprio il caro-scuola uno dei punti principali sul tavolo delle famiglie italiane. I tetti massimi di spesa, stabiliti annualmente dal Ministero dell’Istruzione, sono rimasti invariati col Ministro Giannini come già lo scorso anno col suo predecessore. È stato stabilito, così, un costo medio per la scuola secondaria di primo grado pari a 181 euro, di circa 270 euro per i licei e gli istituti tecnici, di 211 euro per gli istituti professionali, fino ad arrivare al tetto massimo di ben 325 euro per il V anno di liceo classico. Un vero e proprio salasso per le famiglie italiane. scuola e tablet

L’Onf  (Osservatorio Nazionale Federconsumatori), infatti, stima una spesa per libri e dizionari pari a 529,50 euro da aggiungere ai 506,50 euro per il corredo scolastico di ogni studente. Questi costi potrebbero essere completamente azzerati se in tutte le scuole fosse adottato il sistema entrato in vigore già lo scorso anno grazie ad un emendamento del M5S al decreto 104, varato dall’ex Ministro Carrozza. Con quel provvedimento è stato eliminato il vincolo di adozione da parte degli insegnanti e permette, agli stessi, di provvedere al reperimento del materiale necessario su Internet. Una realtà già in alcune scuole italiane all’avanguardia e che ha fatto risparmiare le famiglie, restituendo al tempo stesso un sapere aggiornato, più dinamico e affine ai bisogni degli studenti. La costruzione online dei saperi è senz’altro la nuova frontiera dell’istruzione che, tra l’altro, permette ai docenti di giocare un ruolo da protagonisti del processo educativo, dà loro la possibilità di condividere esperienze e acquisire metodi sempre nuovi grazie al confronto continuo con i colleghi.

Innovazione e investimenti richiesti a gran voce da tutti i soggetti coinvolti nel mondo della scuola nelle manifestazioni di piazza degli ultimi anni, ma che non hanno trovato sponda nei governi nazionali. Si susseguono solamente tagli scriteriati che hanno messo in ginocchio l’istruzione pubblica.  Non sono più ammissibili prese in giro, la scuola pubblica non può più essere oggetto di false promesse e strumento di propaganda. L’istruzione pubblica ha bisogno di ingenti finanziamenti e di una riforma seria per poter finalmente diventare il volano della ripresa del nostro Paese.

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