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La politica e l’immigrazione in 5 minuti. La mia visita a Borgo Mezzanone

Con Rosa Menga, Carla Giuliano e Carlo De Girolamo ho visitato il Cara di Borgo Mezzanone, a 25 km da Foggia.

Sono tornato lì per la terza volta negli ultimi anni. La situazione è sempre drammatica e siamo ancora molto lontani dalla normalità.

Ringrazio innanzitutto la prefettura per la disponibilità e l’impegno. Possiamo andare avanti con gli sgomberi, ma molto ancora resta da fare. Va ripensato totalmente il modello di quel centro.

Ho sempre sostenuto la trasformazione di quel centro in un luogo utile per far emergere gli irregolari. Gli spazi sono immensi, i moduli già presenti. Sono al lavoro per trasformare questa idea in una proposta parlamentare concreta.

Qualche mese fa sul Corriere della Sera il Viminale ha fatto trapelare la chiusura di quel centro, ad oggi non c’è nessun piano reale…

Non possiamo ignorare che lì vivono le braccia di chi lavora nei campi della zona, di chi raccoglie i pomodori che mangiamo ed esportiamo.

Abbiamo parlato con il responsabile del centro e gli operatori. Ci siamo confrontati per più di un’ora. Ci hanno parlato delle difficoltà, ma anche delle soddisfazioni e delle gioie di chi ogni giorno lavora per integrare e ridurre conflittualità.

Ringrazio questi operatori almeno quanto ringrazio le forze dell’ordine che presidiano il centro. Il loro contributo è ugualmente importante, gli uni garantiscono integrazione, gli altri sicurezza. Queste due cose vanno di pari passo. Non dimentichiamolo.

La baraccopoli nel frattempo è ancora lì. A Borgo Mezzanone si vede molto chiaramente quanto sia sottile la linea tra legalità e illegalità. A pochi metri convivono realtà diverse.

La politica deve risolvere i problemi, non spostarli.

Siamo entrati senza telecamere, non abbiamo avvisato nessun giornalista. Volevamo ascoltare, non farci vedere.

Presto pubblicheremo il video del nostro incontro con gli 
operatori. Per continuare a tenere le luci accese e a far parlare chi vive davvero sul campo la realtà.

Con questa convinzione, con Rosa, Carla e Carlo torneremo a Borgo Mezzanone. Non si può capire la realtà stando rinchiusi in un palazzo a Roma.

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