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LA LIBERTA’ DI STAMPA IN ITALIA

Capita nel nostro Belpaese che un giornalista che fa bene il suo lavoro sia licenziato immotivatamente dall’emittente televisiva locale per cui lavorava egregiamente anche a seguito di alcune minacce subite in diretta da un deputato del Partito Democratico.Ilva_archinà_vendola

Il giornalista in questione è il dott. Luigi Abbate, colui che ebbe l’ardire di infastidire il sig. Archinà, il responsabile delle relazioni esterne dell’Ilva, con sconvenienti domande sui morti di tumore a Taranto insinuando che le malattie fossero state causate proprio dall’inquinamento prodotto dall’azienda della famiglia Riva.

Il video della suddetta intervista raggiunse un’inaudita popolarità a seguito dello scoop del Fatto Quotidiano che pubblicò un’intercettazione che vedeva protagonista il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che sogghignava con Archinà, congratulandosi con lui per l’abilità con cui aveva liquidato quella “faccia da provocatore” di Abbate.

Poi, altro fatto sconcertante, durante una diretta, proprio negli studi di Blustar TV, in una trasmissione condotta da Abbate, l’On. Pelillo (PD) ospite invitato a dare conto dei decreti Salva Ilva (e mai Salva Taranto) varati dai Governi del suo partito minacciava così il conduttore: ‘L’editore lo sa? Domani parlerò con l’editore. Voglio sapere se anche lui è d’accordo’.

Infine, il licenziamento.

Sarò complottista e malpensante io, ma a me pare chiaro che in Italia sia meglio essere giornalisti accomodanti con i poteri forti, non disturbarli, dire che stanno facendo un gran lavoro e non contestarli mai, così si mantiene il posto di lavoro e, anzi, magari si riceve anche una bella promozione e un aumento di stipendio.

A che serve fare bene il proprio lavoro, indagare, andare alla ricerca della verità e raccontarla per far capire al mondo come stanno le cose, si rischia troppo. Si rischia per esempio di scalare qualche posto nella classifica che ci vede 49simi per libertà di stampa. No…stiamo bene così, dietro Estonia, Giamaica, Costa Rica, Namibia, Capo Verde e Ghana.

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