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IVA, ICI, IMU, SERVICE TAX, IRAP gli acronimi della crisi!

Oggi su tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali si riporta la notizia del crollo del gettito IVA come fosse un fatto inaspettato.
Questi i dati: nei primi otto mesi del 2013 il gettito Iva cala del 5,2% (-3.724 milioni di euro). Lo comunica il Mef, spiegando che “l’andamento riflette la riduzione del gettito della componente relativa agli scambi interni (-2,0%) e del prelievo sulle importazioni (-22,1%) che risentono fortemente dell’andamento del ciclo economico sfavorevole”. Il gettito Irpef si riduce dello 0,7% (-753 milioni di euro).
Ma cosa credevano che sarebbe successo in seguito ad una politica di austerity come quella imbastita dai governi che si sono succeduti negli ultimi tempi? Cosa può succedere aumentando l’IVA, introducendo nuove tasse o cambiandogli semplicemente il nome (fu ICI, è IMU, sarà Service TAX, giochetto che in 15 anni ci è costato un aumento delle tasse locali del 114,4%), per non parlare dell’IRAP divenuta ormai insostenibile per le imprese?
Tutti i tecnici, i saggi, i grandi statisti che hanno tenuto in mano le redini dell’economia italiana fino ad oggi non hanno previsto che tali politiche avrebbero dato luogo ad un blocco assoluto dell’economia reale, non sono stati in grado di capire una cosa così semplice?
Questa è la politica di Pulcinella! Sì, perché questi signori, che tutto sanno e niente sanno, non sono capaci di fare di meglio, non hai mai saputo e mai sapranno puntare davvero su innovazione, ricerca, cultura e istruzione, non gli conviene perché altrimenti avrebbero dei cittadini svegli e attivi e non dei sudditi facili da controllare e non ne sono in grado perché hanno le mani legate dalle lobby e dai burocrati che nei palazzi ormai hanno assunto un potere tale da rendere impossibile qualsiasi proposta.
Prendiamo ad esempio il decreto “Valore Cultura” appena passato alla Camera dei Deputati: le coperture trovate per finanziare Pompei, le fondazioni lirico-sinfoniche, il MAXXI, ecc, derivano in gran parte dall’aumento delle accise su alcol e prodotti da fumo. Come a dire che il governo si augura che la gente fumi e beva di più per far sì che il sito archeologico più importante del mondo sopravviva. Ma, mi chiedo, in mano a chi siamo? Io a questa gente non affiderei neanche il mio cane per un week end, altro che il governo del paese.
Lo ribadisco (non ci stancheremo mai di dirlo): qui o si governa o si va a casa tutti. E in quel tutti è compreso il popolo italiano per intero. Solo un governo a 5 stelle potrà avere la libertà di decidere e fare scelte coraggiose, le uniche utili a risollevare le sorti del paese. I partiti hanno le mani legate, noi no, pensateci bene e alle prossime elezioni non abbiate paura.

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