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I BRONZI DI RIACE ANDRANNO ALL’EXPO! SCOMMETTIAMO?

Da settimane ormai la rassegna stampa è piena di articoli sul rischioso spostamento delle opere d’arte dalla Calabria, a Milano. Oggi stesso si legge sul Corriere della Sera, la lettera che Maroni e Sgarbi hanno inviato al ministro Franceschini per richiederne ufficialmente l’esposizione a Expo 2015. I tecnici sono molto critici e parlano dei rischi consistenti nell’operazione, dovuti alla fragilità dei Bronzi che sarebbero “pieni di microfratture”, come dichiara la dottoressa Capponi, sempre oggi sullo stesso quotidiano.

Ma da dove parte questa brillante idea? Chi l’ha partorita e perché?

A novembre del 2013 mi recai con dei miei colleghi di commissione alla seconda edizione degli Stati Generali della Cultura, sgc13-2organizzati a Milano dal Sole 24 Ore. Come riportato da un articolo del 22/11/2013 della stessa importante testata, a cura di Stefano Salis, fu il cavalier Benito Benedini, presidente del Gruppo 24 Ore a lanciare per primo la proposta “Far rappresentare l’Italia nel mondo da 20 capolavori dell’arte, e poi farli tornare “a casa”, magari con le delegazioni internazionali”. E l’esempio scelto fu proprio – guarda caso – quello dei Bronzi di Riace “Perché anziché lasciarli in un deposito, dove sono ora, non li portiamo a Milano e li trasformiamo in un testimonial di un Expo da milioni di visitatori, con un ritorno futuro poi anche per il turismo in Calabria?”. Una provocazione? Niente affatto, visto che più tardi, nel corso dei lavori, fu lo stesso ex-premier Enrico Letta a “sposare” questa ipotesi rispondendo alla sollecitazione di Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore, dichiarò “L’idea mi piace moltissimo”.

Insomma, una “pazza idea”, una cosa lanciata lì a mo’ d’esempio, casualmente, quella che poteva a tutti gli effetti essere considerata una boutade, si trasformò nell’idea dell’anno e trovò il consenso immediato dell’allora Presidente del Consiglio e di tutti i convenuti all’evento.

Noi del M5S appuntammo tutto. Riflettemmo sul fatto, a nostro avviso un’assurdità vergognosa, che quelle decisioni venivano prese, così, al momento, in una sede del tutto inappropriata e senza che le commissioni competenti di Camera e Senato ne fossero neppure minimamente informate (e a tutt’oggi nessuna comunicazione ufficiale a riguardo è ancora pervenuta).

Sarà un nostro eccesso di premura nei confronti di opere così importanti ma siamo dell’idea che una decisione di questo tipo debba essere presa solo ed esclusivamente dopo un attento esame dello stato delle opere. Se dai rilievi tecnici si evincesse che un tale stress metterebbe a rischio l’incolumità dei Bronzi, allora i capolavori dovranno restare lì dove sono per tutelare un patrimonio unico al mondo.

expo-2015-bretellaMa veniamo all’ultimo quesito: perché tanta pressione per portare i Bronzi di Riace all’Expo? Semplice: il luogo scelto per Expo 2015 non ha nulla da offrire in termini di “bellezza”. Se non ci si porta qualcosa di interessante, cosa vedranno i turisti che prenderanno parte alla kermesse se non asfalto e bretelle della periferia a nord-ovest di Milano, oltre ad un’opera incompleta che subito dopo la “Grande Esposizione” resterà una, ennesima, colata infinita di cemento?!

La speranza, incredibile ma vero, sta tutta in Matteo Renzi, e nella sua perfidia, già ampiamente dimostrata, nei confronti di Letta. Se lo spavaldo premier vorrà fare l’ennesimo dispetto al suo predecessore, scalzato “in tutta serenità” dalla presidenza del consiglio un annetto fa, che per primo ha preso un impegno con l’aristocrazia milanese, allora i Bronzi saranno in salvo. Molto più probabilmente però - perché la sua ambizione è superiore alla sua perfidia - Matteuccio terrà contenti tutti e porterà, a ogni rischio e pericolo, le opere a Milano, pur di dare una minima speranza di successo a Expo 2015, cercando di prendersi tutti i meriti dell’operazione.  

L’unica certezza che abbiamo è che il tutto sarà suggellato da un altro, strepitoso selfie. Già me lo vedo il suo faccione deformato in primissimo piano e sullo sfondo “bronzi e bretelle”.

#BronziStateSereni

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