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Education in Finland: puntare su eccellenza e benessere della persona

italia-finlandiaPrima di lanciarsi in avventati paragoni tra il sistema scolastico finlandese e quello italiano è bene tener presenti alcune nette differenze tra le due realtà: la Finlandia ha una popolazione di soli 5,5 milioni di abitanti a confronto dei nostri circa 60 milioni, gran parte del loro territorio è deserto o scarsamente abitato mentre da noi ci sono grandi città sparse per tutta la penisola e ogni regione presenza nette differenze sia dal punto di vista geografico che culturale ed economico. Quindi senz’altro il nostro compito è più arduo del loro ma questo non significa che non si possano cogliere alcune buone idee ed provare ad adattarle al nostro sistema al fine di migliorarlo.

Molti parlano in maniera entusiastica del sistema educativo finlandese che risulta ai vertici di molte classifiche internazionali, allora io ed alcuni miei colleghi abbiamo deciso di andare a toccare con mano questa eccellenza. La visita è durata 2 giorni durante i quali abbiamo potuto conoscere diverse realtà.

 

IL FINNISH NATIONAL BOARD OF EDUCATIONwhatsapp-image-2016-09-13-at-23-52-25

Particolarmente interessante è stato poter conoscere il lavoro del Finnish National Board of Education, un istituto che fa da tramite tra il ministero dell’Istruzione e gli Enti Locali che poi erogano i servizi, che fa ricerca sulla didattica e monitora la qualità dei processi. In questa sede alcuni esperti della formazione ci hanno spiegato com’è strutturato l’intero settore educativo del paese e quali sono le tematiche su cui hanno deciso di puntare per migliorare ulteriormente il loro sistema: professionalità degli insegnanti e continuo aggiornamento degli stessi, specifici e qualificati supporti a tutti gli studenti ed in particolari a coloro che presentano difficoltà d’apprendimento o disabilità, approccio cooperativo (tra le istituzioni, la scuola, gli attori sociali e le famiglie) e flessibilità.

Uno dei compiti principali del Finnish National Board of Education è quello di elaborare il CORE Curriculum, una sorta di linee guida alle quali tutto il sistema a cascata deve attenersi, dove vengono individuati i contenuti e il monte ore per ogni disciplina. In estrema sintesi si può dire che questo istituto decide COSA insegnare mentre agli insegnanti si lascia scegliere autonomamente il COME.

Credo che un istituto come il Finnish National Board of Education possa essere utile anche in Italia. Si potrebbe pensare ad un gruppo di lavoro composto dai massimi esperti del settore che in collaborazione con ricercatori e docenti universitari studino vita natural durante come migliorare il sistema scolastico inserito in un contesto come quello attuale in continuo mutamento. Si potrebbe stabilire una programmazione fissa per le riforme scolastiche (es. ogni 10 anni) per poter osservare gli effetti delle stesse e poterle valutare in modo da eliminare il malcostume diffuso che porta ogni governo ad attuare la propria riforma, fenomeno che non fa che portare sconquasso nel mondo della scuola senza sortire alcun beneficio.

Una delle innovazioni più interessanti che i responsabili del Finnish National Board of Education ci hanno illustrato è il “gruppo di manutenzione degli studenti”, ossia una equipe di professionisti (psicologo, pedagogista, educatore, medico) che sia di supporto agli studenti. La funzione di questa equipe sarebbe a mio avviso fondamentale per migliorare il livello di attenzione al benessere della persona all’interno delle scuole italiane.

 

whatsapp-image-2016-09-14-at-17-22-47LE SCUOLE

Un capitolo a sé merita senza dubbio l’architettura scolastica, nota dolente del nostro paese. E’ chiaro che le differenze strutturali tra Italia e Finlandia sono notevoli ma vedere quelle strutture così moderne, pulite, adeguate e sicure non fa che confermare una delle nostre più profonde convinzioni: non può esistere alcuna efficacie riforma in Italia se prima non si sistemano le strutture (sia dal punto di vista della sicurezza che dell’estetica e della funzionalità degli interni). Gli istituti che abbiamo visitato erano entrambi di recentissima costruzione (o ristrutturazione), ogni cosa era al suo posto: c’erano spazi per il relax (sia per i docenti che per gli studenti), ampi spazi esterni per le attività all’aria aperta (si predilige la costruzione degli edifici nei pressi di boschi o foreste per favorire le uscite), gli arredi erano pensati per gli studenti a seconda delle fasi dello sviluppo e c’era abbondanza di materiali didattici. Inutile dire come tutto questo influisca chiaramente sulla buona riuscita dei processi d’apprendimento, nonché (ancora una volta) sul benessere di ragazzi e addetti ai lavori. Se si sta bene, li lavora bene, si insegna e si apprende più facilmente.

Tra le tante eccellenze abbiamo riscontrato anche alcune criticità accomunabili a quelle presenti nel nostro sistema come ad esempio le differenze tra scuole (scuole di serie A e serie B diremmo noi) o insegnanti che sostituiscono colleghi per materie su cui non sono formati. Altra nota dolente: lo sport, in questo ambito non abbiamo riscontrato alcuna innovazione rispetto al sistema italiano. Anche in Finlandia si fanno solo due ore di educazione fisica (anche se l’attuale governo sta provando a portarle a tre) e da quanto abbiamo potuto vedere anche lì la cosa non viene presa troppo sul serio. Le difficoltà in questo settore sono state confermate dagli stessi finlandesi che si sono detti parecchio preoccupati per le giovani generazioni che si muovono sempre meno e nelle quali sta aumentando il tasso di obesità.

 

LE UNIVERSITA’whatsapp-image-2016-09-14-at-17-21-36

Davvero di ottimo livello il lavoro che svolge l’Università di Helsinki. In accordo con Ministero e Board of Education, hanno deciso circa 5 anni fa le aree dove investire e quelle da tralasciare. Hanno puntato tutto sui soli settori dove erano più convinti di poter eccellere e hanno sviluppato ricerca e innovazione solo su quelli. Il risultato è che oggi la Finlandia eccelle davero in quegli specifici settori. Esempio pratico: il design e l’architettura.

A tal proposito abbiamo potuto conoscere un’eccellenza come la Design Factory, una piattaforma di livello mondiale nella quale si sviluppano progetti innovativi per le imprese che ne hanno bisogno: l’impresa sottopone una richiesta alla Factory, la richiesta viene esaminata e accettata solo se comporta un’attività di ricerca che interessa l’Università, dopo di che si compone il gruppo di lavoro che comprende insieme studenti, ricercatori e professori e al quale partecipa attivamente anche la stessa impresa che ha commissionato il lavoro.

L’altro interessantissimo progetto che abbiamo visitato è SAUNA Sturt Up, uno spazio completamente autogestito dagli studenti dove coltivare idee imprenditoriali, condividere esperienze per crescere e diventare grandi senza alcuna pressione (es. di raggiungere necessariamente risultati, perdere capitali, pagare tasse). All’interno di questo laboratorio gli studenti organizzano numerosi meeting ai quali partecipano importanti imprenditori che raccontano gratuitamente la propria esperienza. Inoltre gli studenti di SAUNA Start Up organizzano eventi in tutto il mondo per raccogliere idee e poi svilupparle.

 

All’Università di Espoo (secondo comune più abitato della Finlandia, a pochi chilometri da Helsinki), abbiamo potuto approfondire la tematica del Life Long Learning, aspetto molto importante nella cultura finlandese. A questa università sono iscritti circa 22 mila studenti di tutte le età, ma soprattutto anziani, immigrati e lavoratori della fascia 25-45. Abbiamo scoperto che per tutti i finlandesi lo studio è un’attività fondamentale, c’è una sorta di cultura dello studio, tutti hanno una gran voglia di tenersi aggiornati e imparare nuove cose anche senza che queste siano necessarie per il proprio lavoro.

 

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