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Anziani: pensioni d’oro e pensioni d’aria

“Un’anziana signora di Ribera, nei giorni scorsi, ha ricevuto la pensione il cui totale è pari a zero euro (guarda la foto)! “Siamo esterrefatti – scrive l’associazione Sos democrazia – per quello che è successo alla signora. La somma delle detrazioni applicate è uguale all’importo della sua pensione mensile cioè 572,45 euro. Abbiamo chiesto lumi ad un patronato. L’importo di 138,50 euro sarebbe la rata sull’Irpef per l’anno 2012, mentre la somma di 322,94 euro sarebbe l’acconto Irpef per l’anno avvenire. Le imposte applicate saranno legittime e sicuramente dovute. Ma come può lo Stato lasciare un’anziana di 87 anni senza soldi, trattenendole l’intera pensione. Quanti sono i pensionati che si trovano nella medesima situazione? Come faranno a pagare le bollette che arriveranno questo mese? Siamo sicuri che le detrazioni non potevano essere spalmate in più mesi così che l’anziana signora potesse comunque percepire una pensione minima che le consentisse di far fronte alle proprie necessità?”

“Ho avuto la pensione azzerata per due mesi a causa di un conguaglio Irpef. E nessuno mi aveva preavvisata. E’ accaduto anche ad altre persone che conosco. Ho telefonato a un patronato per avere lumi e mi è stato risposto che per ottenere la “spalmatura” del dovuto sui dodici mesi avrei dovuto fare una richiesta scritta preventiva. Ma come avrei potuto fare una richiesta scritta, se non sapevo di dovere pagare questo conguaglio? E poi ci vuole tanto a capire che nessun pensionato vuole pagare in soluzione unica? Perché si pretende una richiesta scritta? Magari anche da chi, novantenne e malato non è più in grado di occuparsi dei propri interessi. E’ una vergogna sia per le modalità che per gli importi. Ma come si fa a chiedere il pagamento dell’ Irpef a una persona che ha una pensione di 500 euro al mese?”

 

Questi due post di Beppe mi hanno fatto pensare più di altri.

Gli anziani sono una fascia della popolazione fortemente svantaggiata in una società che tratta uomini e donne come oggetti, numeri, dove non si parla più di persone ma di capitale umano.

A questo enorme dramma si aggiunge la mancanza di equità nella distribuzione delle risorse che vede pochissimi fortunati ricevere pensioni d’oro dai 10.000 ai 20.000 euro (con vergognosi picchi da 90000€) e la stragrande maggioranza costretta a sopravvivere con circa 500 euro al mese.

La politica ha il preciso dovere di garantire una vita dignitosa a tutti i cittadini, a cominciare dai più deboli. I partiti invece sono troppo impegnati a curare gli interessi delle lobbies con le quali fanno affari da sempre e non trovano mai il tempo di occuparsi delle fasce più svantaggiate, fatto salvo il periodo della campagna elettorale, dove disabili, anziani e bambini sono sempre al centro dell’agenda politica.

L’ipocrisia è il male della politica italiana, ecco perché il MoVimento 5 Stelle ha fatto della coerenza un valore irrinunciabile, a tutti i costi, anche pensionial costo di risultare antipatici e inopportuni, anche al costo di perdere consensi per questo atteggiamento. Ma siamo sicuri che alla lunga la nostra coerenza ci premierà, la gente è stanca dei politici bugiardi.

Io sono un educatore e nel mio percorso di vita ho incontrato tante persone in difficoltà, ricordo sempre i loro volti, le loro storie, molti di loro li sento ancora e cerco di aiutarli. Credo di avere una grande possibilità stando qui, un’enorme responsabilità nei confronti di tutte quelle persone e cerco di fare del mio meglio barcamenandomi ogni girono tra i vecchi volponi.

Se penso agli anziani mi si apre un modo davanti, una montagna di lavoro da fare per migliorare le loro condizioni di vita a partire dalle pensioni ma passando attraverso una migliore organizzazione delle case di riposo che troppo spesso sono ridotte a meri parcheggi e a volte, ahimè, a vere e proprie prigioni.

Questi luoghi devono entrare in connessione con le associazioni e devono offrire servizi di qualità, il compito, o meglio la missione, di chi ci lavora dev’essere quella di mettere ogni persona nelle migliori condizioni possibili, con abnegazione, empatia, pazienza.

Mi impegnerò con i miei colleghi affinché la vita di ogni anziano possa migliorare, affinché ognuno riceva una pensione dignitosa, servizi più efficienti e condizioni più umane.

Su una cosa non potrò mai influire però ed è l’amore che ogni figlio, nipote e parente può offrire loro. Quello è il dono più grande e dovremmo ricordarcene sempre, non solo la prima domenica di ottobre. Cerchiamo di impegnarci tutti perché nessuno deve rimanere indietro.

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