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Agenda digitale chi?!

Il digital divide è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d’istruzione, qualità delle infrastrutture, ecc.

 

Per affrontare e risolvere questo problema l’UE ha imposto un programma agli stati nazionali, con obiettivi ben precisi da raggiungere entro il 2020.

L’agenda digitale contiene 13 obiettivi specifici che l’UE vuole raggiungere. I progressi sono misurati nel quadro di valutazione annuale dell’Agenda Digitale.

Tra questi obiettivi troviamo:

  • Il 50% dell’UE deve disporre di banda larga oltre i 100 Mbps entro il 2020;
  • Il 50% della popolazione deve poter acquistare on-line entro il 2015;
  • Il 33% delle PMI deve poter effettuare vendite on-line entro il 2015;
  • Incrementare l’uso regolare di Internet dal 60% al 75 % entro il 2015, e dal 41% al 60% tra le persone svantaggiate;
  • Dimezzare la percentuale della popolazione che non ha mai usato internet dal 30% al 15% entro il 2015;
  • Il 50% dei cittadini deve poter utilizzare servizi di eGovernment entro il 2015 e oltre la metà deve poter compilare moduli online.

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In Italia appena il 13 del territorio nazionale è coperto dalla banda larga (media UE al 50%) e siamo indietro anche per quanto riguarda l’accesso alla banda larga fissa (22,5 contro 28,8 UE). E siamo indietro rispetto alla media europea anche quanto a conoscenza del computer da parte dei nostri cittadini.

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Con la nostra collega Mirella Liuzzi in prima linea, il M5S sta esortando continuamente il governo a mettere in atto tutti i provvedimenti necessari per rispettare le scadenze dettate dall’UE, nella profonda convinzione che il raggiungimento di quei parametri possa dare un’enorme mano alla nostra economia, ma al momento dal governo Renzi sono arrivate solo ammissioni di colpa, promesse e pochissimi fondi.

 

A breve il Parlamento sarà impegnato con la Legge di Stabilità, quella sarà l’occasione giusta per smuovere le acque, noi saremo lì a ricordare a Renzi che il tempo delle chiacchiere è finito, all’Italia servono fatti!

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